Giardino delle Erbe di Sprea: Un autunno insolito e generoso

Giardino delle Erbe di Sprea: Un autunno insolito e generoso

🌿Nonostante il caldo e la siccità, la natura ci sorprende: un viaggio tra i frutti e le spontanee del mese.

Questo mese il Giardino delle erbe di Sprea vi offre una varietà di frutti davvero interessante e insolita. Nonostante sia stato un anno caratterizzato da grande calore e siccità, la stagione si è rivelata eccezionalmente produttiva: praticamente tutti gli alberi da frutto hanno generato raccolti, persino quelli che non lo facevano ormai da anni.

A rendere tutto ancora più vivace ci pensano le nostre new entries, ovvero le specie spontanee arrivate nel giardino trasportate dal vento, dagli uccelli e non solo.

Curiosi di scoprire questa piccola rassegna tra alberi curiosi e piante spontanee?

GOJI

(Lycium barbarum)

Origine e curiosità: Arbusto originario delle zone montuose della Cina, piantato nel Giardino di Sprea per curiosità e per testare la sua crescita in Lessinia. Dopo qualche fiorellino lo scorso anno, quest’anno ha regalato finalmente i primi piccoli e sporadici frutti.

Proprietà e mito: Gode di una grande fama come “superfood” ricchissimo di antiossidanti, spinto dalla Medicina Tradizionale Cinese. Tuttavia, un recente studio cinese ha equiparato il valore antiossidante della bacca a quello della Vitamina C ottenuta dalla normale frutta, facendo pensare a un’abile operazione di marketing per sostenerne il prezzo elevato.

SANGUINELLO O CORNIELLO SANGUINELLO

(Cornus sanguinea)

Caratteristiche: Una specie differente di Corniolo rispetto a quello vero e proprio (presentato nella newsletter di settembre). Il nome italiano deriva dal caratteristico colore rosso sangue scuro che assume il fogliame in questa stagione.

I frutti: Le bacche sono ora mature, sferiche e di colore nero-rossastro; sono eduli ma presentano un sapore amarognolo sgradevole.

BIANCOSPINO

(Crataegus monogyna)

Curiosità letterarie e popolari: È l’alberello citato da G. Pascoli e U. Saba nelle loro poesie. Un tempo comunissimo, in Veneto le sue bacche autunnali commestibili venivano chiamate “marandele”.

Usi fitoterapici: Conosciuto dalla medicina popolare come “l’amico del cuore”, viene tuttora impiegato dalla fitoterapia come rimedio naturale per lievi problematiche legate alla pressione e al cuore. Il sapore delle bacche è acidulo, un po’ allappante ma non sgradevole.

SORBO DELL’UCCELLATORE

(Sorbus aucuparia)

Aspetto e utilità: Comune sulle colline e montagne, mostra bellissimi grappoli di bacche rosso aranciato ed è molto decorativo per i giardini in autunno. Offre cibo prezioso per gli uccelli.

Proprietà: Le bacche non sono tossiche ma non sono salubri per l’uomo a causa del sapore sgradevole. Dalla bacca si estrae però un diffuso conservante alimentare ad azione antifungina (l’acido ascorbico, E200) e il sorbitolo.

LUNARIA O MEDAGLIE DEL PAPA

(Lunaria annua)

Dal fiore al frutto: Dopo aver ammirato in primavera la splendida fioritura viola (i cui semi erano arrivati col vento un paio d’anni fa), da settembre la pianta mostra i suoi caratteristici frutti a forma di medaglia trasparente-argentea che racchiudono piccoli semi scuri.

Decorazione: Molto decorativa, i rami con le “medaglie” possono essere tagliati e conservati in casa come elemento decorativo.

FITOLACCA O UVA TURCA

(Phytolacca decandra)

Una pianta spontanea negli stati meridionali degli USA, giunta da noi qualche secolo fa. E’ curiosa la definizione “turca”, nonostante si tratti di specie americana, perché  nel 1500/1600 quando arrivarono questa e altre piante dalle Americhe, la Turchia era un paese lontano ed esotico, ma di cui si aveva conoscenza , mentre le Americhe erano praticamente sconosciute ai più. Lo stesso avvenne con il Mais , chiamato “Granturco” anche se con la Turchia non aveva nulla a che fare. E’ un’invasiva da non sottovalutare, cresce molto rapidamente e diffonde i suoi semi. La pianta è tutta tossica, non vanno mangiati né il germoglio primaverile, né le bacche nerastre autunnali, nonostante su internet si possa leggere il contrario.

SENECIO AFRICANO

(Senecio inaequidens)

Storia e diffusione: Giunto anni fa dal Sudafrica tramite i trasporti di pellame, ha iniziato a insediarsi sulle nostre colline e montagne. Oggi è una delle specie più invasive: resiste a tutte le avversità climatiche, non ha parassiti e fiorisce fino a novembre.

Pericolo: Risulta tossico sia per l’uomo che per il bestiame al pascolo. Nel Giardino di Sprea viene costantemente contrastato, ma torna imperterrito ogni anno nonostante gli sforzi di eliminazione.

CONVEGNO SABATO 7 NOVEMBRE 2026

DOTT. ANDREOLI

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